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Viaggi sognati, viaggi vissuti, viaggi "rubati" dallo schermo

In un mondo dove le frontiere sembrano scomparire, esistono ancora luoghi in cui le barriere si fanno più impenetrabili, dove nuove barriere si possono erigere su precedenti barriere: la diversità culturale, nella diversità sociale all'interno di istituzioni totalizzanti come il carcere può divenire una soglia di non ritorno. Credendo nel proprio progetto, ImmaginAfrica ha voluto varcare quella soglia e, con l'aiuto delle associazioni attive nell'ambito della detenzione, ha cercato di costruire i presupposti per il dialogo interculturale là dove i legami sono così lontani e così vicini.

 

Viaggi sognati, viaggi vissuti, viaggi "rubati" dallo schermo

di Ornella Favero

Il carcere Due Palazzi di PadovaAssenza di movimento e ripetitività: il carcere è questo, l’esatto contrario del viaggio, dove invece ci si muove cambiando continuamente paesaggi, orari, abitudini, tutto. Per noi, che abbiamo scelto di sfidare la sorte facendo informazione dal carcere, cioè dal luogo fra i più fermi e meno trasparenti del mondo, portare ImmaginAfrica oltre i cancelli della galera significa prima di tutto far viaggiare con le immagini di film di autori dei loro paesi d’origine tanti detenuti stranieri, che altrimenti vivrebbero nella paralisi di ogni sentimento, ricordo visivo, emozione.  Ma portare “dentro” dei film e discuterne con registi e critici significa anche permettere loro di ritrovare pezzi della loro cultura, e di condividerli coi detenuti italiani, farli conoscere, sentirsi parte di qualcosa e non senza radici e senza storia. (...)

La visione di questi cortometraggi sarà un punto di partenza, per iniziare un percorso molto più “movimentato”. Dove i detenuti stessi racconteranno, in immagini e testi scritti, i diversi tipi di viaggio che ruotano intorno al punto fisso del carcere. Sono prima di tutto i viaggi che hanno portato uomini e donne stranieri a finire dietro le sbarre, viaggi di speranza deragliati nell’illegalità. E poi i viaggi dei famigliari, che arrivano con fatica, a volte dopo anni, a volte solo con la fantasia, a incontrare i loro cari, partiti con l’idea di

trovare una nuova vita e luoghi nuovi, più ricchi e agevoli, e approdati nella bruttezza e miseria della galera. E, per ultimi, i viaggi di ritorno non voluti e non accettati, quelli delle espulsioni e della rinuncia al sogno italiano, quelli per cui si sconta una pena senza speranza, con la certezza che il domani sarà un viaggio verso casa da sconfitti.

Eppure, questo percorso vuole proprio dimostrare che il carcere si può vivere non tanto come una sconfitta, quanto come un periodo della vita duro, cattivo, ma da non buttare, da mettere a frutto, a cui “rubare” tutto il meglio che è possibile: e fra questi momenti migliori ci mettiamo ImmaginAfrica, che dà l’opportunità di vedere film dei paesi africani, l’ideale, per tanti detenuti che arrivano da quei luoghi, per tornare ad assaggiare un pezzetto di patria, e poi anche la possibilità di imparare a testimoniare, con la scrittura o con il linguaggio del cinema, le tante forme di viaggio dei migranti, quelle proiettate verso il futuro ma anche
quelle della delusione, della paura, del dolore della galera.     

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*Coordinatrice della rivista «Ristretti Orizzonti»

«Ristretti Orizzonti» è la rivista realizzata da detenuti e volontari della Casa di Reclusione di Padova e  
dell’Istituto Penale Femminile della Giudecca

 

Esperienze (2007)

Nel 2007 ImmaginAfrica partecipava a un'esperienza nuova, ricca e straordinaria. Quel giorno iniziava un breve e intenso percorso insieme a Tam Teatro Musica e Il Granello di Senape. Il 21 novembre, nel carcere Due Palazzi di Padova, ImmaginAfrica iniziava il percorso con la proiezione del documentario Ritorni di Giovanna Taviani. Il 5 dicembre andava in scena la rappresentazione teatrale aperta al pubblico Passaggi. Il Viaggio di ritorno a cura di Tam Teatro Musica e Il Granello di Senape.

(L'evento scenico veniva realizzato con AZAIZI ABDESATTAR, BOSOF DJAMEL, EL BARRAK, ADNENE, GDOURA MAHER, KALAF ABDENNAHMEN, KARIM BEN MOUSTAFA, KESSACI FARID, RACHID KALID, SABRI MOHAMED e WALID ELMANAWHLY. Cconduzione del laboratorio e allestimento scenico: M. Cinzia Zanellato e Andrea Pennacchi. Video: Raffaella Rivi. Foto: Carlo D’Este. Audio e Luci: Chiara Bolzonella, Alessandro Martinello, Valentina Pispico, Francesca Trevisan. Organizzazione: Melissa De Santi)

 

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