Atelier di riciclo. Afran Francis Abiamba

Atelier di riciclo. Afran Francis Abiamba

Realizzazione di piccoli oggetti come portachiavi, medaglioni, portacandele… a partire da materiali di recupero.I principali soggetti saranno delle maschere e degli elementi tratti dalla simbologia africana con l’obiettivo la promozione della cultura africana e dell’arte contemporane e la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente attraverso il riciclo.

Destinatari
Tutte le persone da 10 a 120 anni

Da diversi anni sto scavando nella mia identità. Identità singola e personale, attraverso il percorso a ritroso nelle mie radici tra Camerun e Guinea Equatoriale, ed identità collettiva: chi è il giovane di oggi? Colui che rispetta pedissequamente le usanze tradizionali oppure chi le ostenta senza saperne nulla? Quali effetti ha la globalizzazione sui giovani d’oggi e cosa i giovani possono dare alla globalizzazione? Da noi si dice: "Per sapere dove andare bisogna capire da dove si viene". Io aggiungo: per capire dove andare, bisogna sì capire da dove si viene ma anche sapere dove ci troviamo in un determinato momento. Come artista impegnato mi sento obbligato a denunciare la situazione dei giovani d'oggi, in balia di una battaglia tra tradizione e modernità che spesso li porta a rinnegare la propria cultura o immergersi inconsapevolmente in un’altra. La globalizzazione ha il grande potere di abbattere le barriere spazio-temporali. Come tutte le "armi" più potenti bisogna saperla usare per non esserne vittima. Il simbolo che meglio racchiude l'essenza della globalizzazione, è, per me, il jeans. Jeans, emblema della tribù dell’Uomo sulla terra; jeans, per vestire e oscurare la policromia culturale. “Blues Jeans” è una visione idealizzata che pretende di combinare la tutela del patrimonio culturale con le nuove esigenze del mondo contemporaneo; un incontro tra passato e presente; una nota malinconica a testimonianza della sofferenza nel cambiamento.

 

Afran Francis Abiamba, nasce a Bidjap, in Camerun nel 1987.
Dopo aver frequentato l’Istituto di Formazione Artistica di Mbalmayo, si diploma in ceramica. Coltiva la pittura, sua grande passione, presso gli atelier dei più grandi pittori camerunesi e congolesi, quali Otheo, Kanté, Roger Botembe, Francis Tondo Ngoma.
Nel 2006 si apre all’arte contemporanea grazie a Salvatore Falci, professore di arti visive all’Accademia di Belle Arti di Carrara (Bg).

Dopo numerosi concorsi ed esposizioni collettive, nel 2008 presenta la sua prima personale al Centro Culturale Spagnolo di Bata, in Guinea Equatoriale, terra nella quale si era recato alla ricerca delle sue radici.  Questa mostra apre la porta a tutta una serie di esposizioni personali e collettive tra Guinea Equatoriale e Italia, dove ora risiede.

Attento alle problematiche ambientali e alla tutela dell’identità culturale, usa il linguaggio delle opere pubbliche, quali murales e installazioni, per rendere l’arte alla portata di tutti.

 

 

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