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Thomas Sankara, l'homme integre

Regia: Robin Shuffield
Sceneggiatura: Robin Shuffield
Fotografia: Marc Ridley, Robin Shuffield
Montaggio: Samuel Gantier, Serge Dietrich
Suono: Serge Dietrich
Musica: Cyril Orcel
Interpreti: Thomas Sankara
Formato: 35 mm
Durata: 86 min.
Versione originale: Francese
Produzione: Zorn Production International, ARTE France, France 3

Sinossi

Il 2007 è il ventesimo anniversario della morte di Thomas Sankara. In occasione di questa importante ricorrenza, in parallelo con la XX edizione del Fespaco, ma al di fuori del suo circuito, è stato proiettato presso il Centro Norbert Zongo, a Ouagadougou, il documentario Sankara, l’homme integre del regista Robin Shuffield.

Il documentario è stato costruito recuperando immagini di repertorio, testimonianze, estratti di discorsi ufficiali e ci fornisce un ritratto di Sankara relativo ai 4 anni di quella Presidenza che ha fatto seguito alla rivoluzione del 4 agosto 1983 e si è tragicamente conclusa il 15 ottobre 1987 con la morte/uccisione del suo più eminente propugnatore.

Estratti dei discorsi rivelano la sua visione del governo e delle relazioni internazionali ed evidenziano l’insieme di idee che lo hanno mitizzato nella coscienza di molti: il ritenere che “un militare senza cultura è un criminale in potenza”, la posizione in favore del disarmo e dell’eliminazione del debito nei paesi del sud del mondo, l’importanza della riforestazione e del superamento di una tradizione che vuole le donne sottomesse al potere maschile, la posizione di colui che aveva abolito i privilegi per sé ed il suo staff poiché riteneva intollerabile la ricchezza dei dirigenti nel confronto con la mancanza di risorse della popolazione.

Le immagini, d’altra parte, non omettono di mostrare il bianco e nero di una rivoluzione che  dopo 3 anni di marcia ha generato malcontento in molti ambiti, per cui il Presidente dovrà affrontare una forte contestazione interna. Il Capitano Blaise Compaoré  prenderà a poco a poco le distanze dall’amico e compagno di lotta, i due si separeranno e Sankara morirà/sarà assassinato di lì a poco. “Sotterrato come un cane” in un cimitero di Ouagadougou, sul suo certificato di morte si parlerà di ‘morte naturale’.

La vicenda di Sankara resta enigmaticamente aperta, ma non sembra essere così per il pubblico in sala: una sala all’aperto, gremita di gente, che esplode in un’ovazione nel momento in cui compare sullo schermo il volto di colui che è stato definito il Che africano e che mostra di conoscere a memoria i discorsi del Presidente, tanto che l’immagine sembra talvolta costruita in playback con l’intervento del pubblico.

 

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