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Made in Ghana

 

MADE IN GHANA
FOTOGRAFIE DI FABRIZIO SBRANA

A cura di COSPE

8- 15 novembre 2011
Centro Culturale San Gaetano
via Altinate 71 - Padova

Orario: 8.30 - 23.30

 

Un proverbio Nzema recita "Solo colui che ha visto, può raccontare".

Una massima che si addice al lavoro del fotoreporter Fabrizio Sbrana che racconta, attraverso immagini fotografiche, il Ghana che non solo ha visto, in un difficile viaggio da sud a nord, ma che ha cercato di conoscere nelle sue molteplici sfaccettature: la storia prima e dopo la colonizzazione europea, la spiritualità che permea tutte le attività della vita quotidiana, le numerose religioni professate che hanno assunto caratteristiche peculiari grazie alla resistenza delle credenze tradizionali, i gruppi etnici che abitano il Ghana eccetera. Dal caos della capitale Accra al villaggio sulle palafitte nell'area degli Nzema, un popolo stabilito nella parte sud-occidentale del Ghana, ai villaggi di fango completamente dipinti al confine col Burkina Faso, abitati dai burkinabe, il fotografo ha cercato di fissare momenti della vita quotidiana, delle attività maggiormente diffuse come la pesca, l'allevamento, il commercio. Ha rivolto il suo interesse di fotografo naturalista all'ambiente per metterne in luce la bellezza senza, tuttavia, tralasciare di richiamare l'attenzione sul degrado che in alcune parti del paese è diventato preoccupante.

La collaborazione col Cospe, in questo progetto, non è stata causale. Questa organizzazione da anni porta avanti nell'area Nzema progetti di cooperazione finalizzati al recupero delle attività tradizionali attraverso progetti di microcrediti. Il supporto, in loco, del Cospe è stato fondamentale per il contatto con le diverse comunità. Presentati dai responsabili locali, è stato più semplice poter spiegare il senso del reportage fotografico e muoversi per la sua realizzazione, in un paese dove fin da piccoli si impara che il fotoreporter è "un nemico".

 
Mbeubeus, vivere di rifiuti

MBEUBEUS, VIVERE DI RIFIUTI. VIVERE NELLA DISCARICA DI DAKAR

FOTOGRAFIE DI ANDREA FOSCHI

A cura di Fratelli dell'Uomo

8- 15 novembre 2011
Centro Culturale San Gaetano
via Altinate 71 - Padova

Orario: 8.30 - 23.30

Un racconto della vita nella più grande discarica dell’Africa Occidentale. Alla periferia di Dakar in Senegal, sorge una grande piattaforma di rifiuti, sedimentati da oltre 30 anni.

Qui lavorano e vivono, in condizioni limite, circa 2000 persone, tra le quali numerosi bambini, impegnate in svariate attività di recupero.

E’ la discarica di Mbeubeus, sorta sull’omonimo lago oggi ricolmo di rifiuti. Sono rifiuti di tutti i tipi, domestici ma anche industriali (di provenienza anche italiana).

I recuperatori (organizzati in associazione) sono specializzati nelle diverse attività di riciclo.

Tutto è organizzato per la sopravvivenza: c’è una piccola moschea con pareti di latta arrugginita, un piccolo emporio, un punto di ristoro dove una sorridente signora vende “gustosi piatti” ai lavoratori. Un micro mondo che vive di riciclo e respira fumi di plastica bruciata. 

Le fotografie di Andrea Foschi raccontano di questa umanità, descrivono i paesaggi e i personaggi che popolano la discarica senza però cadere nel pietismo ma al contrario evidenziando anche la dignità di chi vive e lavora in quelle condizioni “limite”.

 

 

 
Tesori nella discarica. Mostra di giocattoli africani

TESORI NELLA DISCARICA
MOSTRA DI GIOCATTOLI AFRICANI

8- 15 novembre 2011
Centro Culturale San Gaetano
via Altinate 71 - Padova

Orario: 8.30 - 23.30

Nell'ambito della settimana dedicata alle cinematografie africane viene allestita una mostra di oggetti costruiti in Africa con materiali di recupero, che dimostra come sia facile attraverso il gioco parlare di mondialità, di tolleranza, di sviluppo, di rispetto degli altri e dell'ambiente in cui viviamo.

La mostra raccoglie giocattoli provenienti da diversi paesi africani: Egitto, Congo, Benin, Togo, Costa d'Avorio, Senegal, Mali, Kenya, Etiopia, Mozambico, Sudafrica, Zambia.

Gli oggetti sono accompagnati da 25 pannelli didascalici, che illustrano il tema del gioco e della costruzione di oggetti conmateriale di recupero.

I giocattoli, sono stati realizzati da bambini, recuperando materiale scartato come latta arrugginita, ciabatte da spiaggia, camera d'aria di bicicletta, legno, pezzi di tessuto. Sono giocattoli 'senza valore' che diventano veri tesori inestimabili, testimoniando grande abilità, fantasia e creatività. E' bella l'immagine dell'Africa che gioca, perché è un'immagine che dà speranza e fa credere nel futuro.

 

 

 
Hopes in harmony. Mostra fotografica di Carlo d'Este

Nel corso della sesta edizione della rassegna di cinematografie africane è stata allestita presso il Centro Culturale San Gaetano/Altinate la mostra fotografica curata da Carlo d'Este dal titolo "Hopes in harmony". L'inaugurazione è avvenuta sabato 20 novembre 2010 ed è rimasta aperta al pubblico durante tutta  la settimana della rassegna.

 

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"Dio? E chi lo ha mai visto?" Considerazioni su naturalismo e astrazione nell'arte africana

di Cesare Poppi

La consacrazione a pieno titolo dell’arte africana che ne ha visto l’ammissione nell’archivio delle forme di rappresentazione praticate a livello globale ha comportato un doppio paradosso. Le sue espressioni classiche sono state legittimate come precorritrici della svolta modernista del’arte europea a partire da mostre epocali come quella curata da William Rubin nel 1984 (1), prototipo di una tendenza di lettura dell’arte africana sulla quale ormai esiste una letteratura tanto copiosa quanto ripetitiva.

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